Cos'è il Judo

Il Judo si differenzia da altre arti marziali orientali per l'assenza degli "atemi" ossia dei colpi portati con mani e piedi. Nel judo non troverete un'arte marziale fatta di "calci e pugni" ma un'arte marziale in cui l'obiettivo primario è il portare l'avversario in uno squilibrio forzato per poi proiettarlo al suolo.

A praticare il Judo non si impara solo "a far judo"

I bambini si abituano fin da piccoli al contatto con i loro compagni, imparano il rispetto delle persone e delle cose e imparano ad ascoltare il Maestro. I più timidi imparano a vincersi e i più vivaci a rapportarsi con gli altri in modo più tranquillo e meno esuberante. Ci si diverte e si impara in un ambiente sano e attraverso giochi propedeutici al vero judo.I ragazzi iniziano il percorso nel vero e proprio judo, attraverso l'insegnamento delle tecniche basilari e dei fondamenti del corretto movimento. Si comincia poi ad imparare la storia del judo, si impara la numerazione giapponese, ci si abitua gradualmente a chiamare le tecniche e i movimenti con il loro vero nome (quindi la caduta all'indietro non sarà più "caduta all'indietro" bensì "ushiro ukemi").Giovani e adulti entrano a tutti gli effetti nella mentalità di "un'arte marziale" imparando la disciplina, progredendo nell'uso di tecniche sempre più complesse, padroneggiando il proprio corpo al meglio anche grazie a un intenso potenziamento fisico. Si perfeziona il tempismo per cogliere al volo le opportunità d'entrata in tecnica che si presentano nel combattimento. Si impara il controllo del corpo in caduta, in modo da cadere con fluidità, senza impatti ed ampliando al massimo la distribuzione dei pesi per non subire alcun tipo di danno.

Agonismo o studio? Nel Judo non esiste una sola strada.

Il judo è un'arte marziale talmente vasta e talmente articolata che è impossibile liquidarla con un banale "è un arte marziale di combattimento". Perchè il judo oltre ad essere un'arte marziale, è uno sport olimpico, una filosofia di vita, un metodo per sfogare la propria energia nel migliore dei modi. Pertanto non tutti i judoka seguono la medesima strada. C'è chi preferisce votarsi all'agonismo e quindi alle gare, al potenziamento fisico, per poi far sfoggio ai vari trofei a cui la nostra palestra porta gli atleti, delle proprie tecniche più devastanti. Esistono quindi due tipi di agonisti: chi preferisce gareggiare in competizioni di combattimento (classiche gare 1 contro 1) e chi invece si specializza nelle gare di forma dette "kata" in cui ci si esibisce in coppia in una sequenza di tecniche predefinite e viene valutata la correttezza dei movimenti. C'è chi invece non si sente portato per l'agonismo, per la tensione prima delle gare, o semplicemente si trova sprovvisto "dell'indole del combattente" tipica dell'agonista, e che quindi decide di improntare il proprio judo verso la componente marzialistica, ossia perfezionando le tecniche fino a renderle ineccepibili,ampliando il proprio bagaglio di conoscenze di movimenti, passaggi in piedi ed a terra, fino ai più piccoli cavilli del mondo dello judo. Infine c'è semplicemente chi dopo una lunga giornata di lavoro/scuola e di stress sale in materassina per un'ora e mezza di sfogo e di divertimento, per il puro gusto di fare judo, perchè il judo è uno sport meraviglioso! 

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